Semplificare la vita virtuale?

L’amico Andrea Mela mi segnala questo evento di sicuro interesse.

La nuova community del Google Technology User Group di Catania
(http://sites.google.com/site/cataniagtug/), dopo il successo del primo evento, è pronta ad
annunciare il secondo incontro nel quale si confronteranno le nuove tecnologie google con varie
piattaforme trattando tematiche relative lo sviluppo e l’attuazione di un gran numero di soluzioni a
valore aggiunto. L’evento si svolgerà sabato 10 luglio 2010 dalle 9.00 alle 13.30 presso l’aula D02 della Facoltà di Ingegneria di Catania.

Obiettivi: Semplificare la vita virtuale? Oggi è possibile grazie allo sviluppo di applicazioni
orientate a riunire piattaforme diverse per fornire servizi semplici e immediati.

Ambra Bonaiuto, vice main del GTUG di Catania, commenta così l’evento che presenterà:
“L’interesse per questa nuova forma di aggregazione è in continua crescita: la comunità catanese
sta rispondendo positivamente, contribuendo attivamente a tutte le attività poste in essere dal
GTUG catanese. Anche le aziende si stanno avvicinando con interesse a questa nuova realtà, prova
ne è lo showcase su “SeeMS” applicazione open source ideata e realizzata da un’azienda catanese.
Contiamo nei mesi successivi di coinvolgere in prima persona un maggior numero di imprese per
poter creare un ponte tra domanda e offerta sul nostro territorio e allo stesso tempo far conoscere
la versatilità delle nuove tecnologie Google utili e profittevoli anche a livello aziendale.
Prevediamo per i prossimi eventi, una diversificazione delle nostre iniziative così da far radicare
notevolmente la community creando nuove sinergie nel nostro territorio. Il secondo evento del Gtug
di Catania analizzerà diversi aspetti delle tecnologie Google integrandole con altre piattaforme per
semplificare la vita virtuale degli utenti e sfruttare le nuove risorse presenti nel campo della tecnologia.”

Sarà possibile seguire l’evento anche in streaming al seguente link: http://www.ustream.tv/channel/catania-gtug

Nuova potenza per la creazione di eventi in Facebook

Facebook continua a valorizzare la funzione eventi. Questa la nuova scheda che trovate in alto a destra della vostra Home Page, proprio sotto ad “Account”. La velocità di creazione evento è aumentata, semplificando il procedimento. Più che “eventi” ora si tratta anche di piccoli appuntamenti tipo “caffè alle 15″ o “cena a casa mia”, molto più adatta per facilitare la creazione di piccole reunion di pochi amici. Mi piace.

Come usare bene i Social Network… anche in Umbria

3 interessanti consigli di Michele Ficara: condividere, essere utili, non sarete mai i primi ma non sarete mai gli ultimi

Riflessioni prima di premere il tasto “crea evento” in Facebook

Questa mattina ho visto questo evento in facebook. Riflessioni:

Cosa succede all’evento “cantine aperte – agricola goretti”? Cosa è l’evento “cantine aperte”?
Chi è la cantina Goretti? Foto?
Perchè dovrei venire?

Spero che sia un evento aperto da poco e quindi ancora non “riempito” di contenuti. Anche se così fosse, è buona cosa scrivere: “a breve la descrizione completa dell’evento” o qualcosa del genere nella casella “descrizione”. Fatto così è più un danno di immagine che una promozione.

Consiglio: riflettere prima di premere il tasto “crea evento”. [ho scelto la giusta immagine? i dati ora, luogo, data sono corretti? il testo che ho scritto per presentare l'evento è valido? il mio evento verrà scartato velocemente dall'amico che lo vede nel suo pannello di controllo oppure no? ho dato il giusto numero di informazioni?]

L’importanza della Nicchia nel Webinar di Robin Good

Un modo per finire carichi la settimana e avere idee e ispirazione su cui ragionare nel week end. E’ successo oggi partecipando al webinar di Robin Good, blogger esperto di new media con sempre ottimi consigli su come muoversi nel mondo dei blog e del nuovo modo di fare comunicazione.

Lo trovi qui: http://www.masternewmedia.org/it/

Il webinar si è incentrato particolarmente sul concetto di Nicchia, ovvero: come identificare e stabilire, in maniera molto precisa, le persone a cui ci si sta rivolgendo, e di conseguenza gli argomenti di cui trattare nel proprio blog, i contenuti importanti sui quali lavorare ed i problemi da risolvere alle persone.

E’ uno step fondamentale, primario, per chiunque voglia intraprendere la lunga strada verso la popolarità di un sito. Una questione non facile da affrontare e digerire per chi è solo all’inizio dell’esperienza di creazione di un blog, sito o servizio. Il concetto di Nicchia e di identificazione della nicchia, è OBBLIGATORIO farlo, sempre che si voglia aver successo.

Alcuni modi?
- capire quale è la propria vera passione
- fare una piccola riflessione sulle cose che gli amici, i collaboratori passati o vecchi clienti ci chiedevano, quelle per le quali ci prendevano in riferimento – scrivere una lista di parole chiavi dell’argomento che si vuole trattare
- scrivere le parole chiavi pensando alle persone che digitano per cercarci su google
- identificare il profilo delle persone, potenziali lettori, in modo molto reale: – gino ha 25 anni ed è un professionista del settore dell’informatica, gli piace lo sport e la palestra e si fa le lampade durante l’inverno…

Buona riflessione e buon week end!

Un’ inutile strategia per promuoversi su Facebook

Classica mossa che viene fatta su Facebook dalle attività che stanno cercando di promuoversi. L’inserzione di un messaggio sulle bacheche di altre pagine.

Ecco cosa avrà pensato l’azienda: “La pagina di Eurochocolate è molto popolata: 4.274 persone, gli update dai fan sono molto frequenti e molte anche le visite, quale posto migliore per farmi vedere?”

La mia considerazione di questa scelta:

1) invasiva
2) spam: status update fatto a spot
3) totalmente decontestualizzata (Eurochocolate non è a Febbraio. La festa della Donna non c’entra niente con il cioccolato)
4) la pagina fan è principalmente frequentata da stranieri, neanche da residenti umbri, sbagliata anche la scelta di inserzione

“paragonabile ad un volantino messo sotto al tergicristallo”

Questo è un buon esempio per sottolineare qualche caratteristica che contraddistingue il nuovo modo di comunicare dal vecchio spammoso e forzato:
Passione, Coinvolgimento, Rispetto, Considerazione.

Come le aziende umbre stanno bruciando la loro occasione su Facebook

La rivoluzione è in atto, e più potente che mai. I social media hanno definitivamente cambiato il modo di fare comunicazione, non solamente nella scelta dei mezzi – facebook, twitter, friendfeed e altri sono solo degli strumenti – ma nella filosofia di “come” comunicare, di cosa dire.

Anche aziende, negozi, locali e ristoranti in Umbria, dopo un po’ di sonnolenza, hanno capito che i social network non erano solo siti per ragazzini vogliosi di chattare, ma una reale e concreta opportunità di far crescere il proprio business, la propria attività.

In questi mesi sono stato assalito da richieste di amicizia di “non-umani” nel mio profilo Facebook, che ovviamente ho accettato per vedere un po’ come si sarebbero comportati. Risultato? Il 90% dei miei contatti “alieni” si sta realmente bruciano un’opportunità promozionale non indifferente, ecco i 7 perchè:

- creazione di account business tramite profili personali (nome:bar cognome:collo)
- bacheche dei profili super incasinate, fatte solo da interminabili liste di amicizie accettate e partecipazione ad eventi o gruppi
- continue richieste di amicizia mandate a destra e a manca. Vuoi essere amico di “bar collo”? “sinceramente non voglio essere amico di un bar…”
- status update solamente con offerte e spot promozionali
- tag di persone sulle foto di volantini promozionali
- messaggi sulle bacheche delle persone (che hanno avuto il coraggio di confermare l’amicizia) con spot promozionali
- invio di messaggi privati spam/promozionali ai profili amici
- totale assenza di commenti

“SU” e “GIU’”, da Event Planner, per il Festival del Giornalismo, #media140

La passata settimana si è svolto a Perugia il Festival Internazionale del Giornalismo e, con mia ampia soddisfazione, sono riuscito a partecipare all’evento Media140 “Food and Wine”.
Media140 è un progetto nato a Londra con l’obiettivo di creare dibattiti sul real-time web per capire come sta cambiando il modo di fare marketing al tempo dello “status update” di Twitter, Facebook, Friendfeed, eccetera. Questo incontro era rivolto ad aziende e appassionati di vino e cibo in particolare.
Premettendo che la cosa mi è piaciuta molto, non posso esimermi dalle mie osservazioni da “event planner”. Ecco i miei “su” e “giu”:

SU:

1) Novità e attualità del concept: sentir parlare di social media ed avere persone che utilizzano e credono in twitter e blog a Perugia è stato straordinario
2) Partecipazione: interessanti i relatori con ottime presenze a livello internazionale e italiano (studiocru, catavino, hagakure, vinix, digital natives), ma anche presenza di persone non ancora utilizzatori di social media… qualcosa si sta muovendo.
3) Il Mood: l’atmosfera era di grande apertura verso tutti quelli che erano presenti in sala, nessun VIP o superstar, ma grande facilità di networking e conoscenza.
4) Streaming video live: ha permesso una grande partecipazione anche “da casa”. Grandioso essere riusciti ad integrarlo.
5) Il momento: Sabato mattina, credo sia stata una buona scelta anche per allargare la partecipazione ai non-ancora-fan dei social network.
6) FREE entry: non di frequente capita di poter assistere a conferenze con questi contenuti in maniera gratuita. Pollice su agli sponsor che lo hanno permesso e che creduto nella cosa.
7) Ande Gregson: la presenza del fondatore di Media140 ha dato un tocco fondamentale di importanza, ufficialità, internazionalità. Neanche la nuvola vulcanica è riuscita a fermarlo visto che è arrivato a Perugia in sella alla sua R1 attraversando mezza Europa. Fantastica la maglietta brandizzata “media140″, insegnamento per tutti.
8) Traduzione simultanea: non sempre si ha la fortuna di averla. Ottimo investimento.
9) HashTags: spesso non vengono comunicati con tempismo ed in maniera efficace (in manifestazioni importanti e grandi come la BIT a Milano neanche esistevano), ottima qui la comunicazione dell’utilizzo di #media140 e #ijf10 per twitter.

GIU:

1) Tecnologia: per una conferenza sui social media la connessione WiFi era fondamentale. Inoltre è stato un peccato non avere lo stream twitter (ben leggibile) sullo schermo. Hanno provato a compensare mettendo la pagina di media140 ma i tweets non erano leggibili. Ci sono servizi online gratuiti fatti proprio per gli schermi dietro le conferenze. Mancava inoltre una telecamera fronte pubblico per inquadrare le persone che facevano le domande. Vedere le nuche, invece che le facce, diminuisce molto la comprensione dell’interlocutore, e il costo sarebbe stato minimo.
2) Traduzione non segnalata: l’evento aveva ospiti stranieri ed ottima la possibilità di avere la traduzione simultanea, peccato che il servizio non era segnalato all’ingresso. Me ne sono accorto quando ho visto alcune cuffiette addosso alle persone. La segnaletica di ogni evento è cruciale.
3) Accoglienza: nessuna hostess o personale del festival che faceva accoglienza all’ingresso in sala (solo punti informazioni presenti), magari per dare qualche veloce informazione o semplicemente un saluto di benvenuto. Inizio e fine dell’evento sono due momenti molto importanti per il ricordo che si ha dell’esperienza.
4) Persona responsabile dei microfoni: i problemi con gli addetti a portare i microfoni al pubblico, per fare domande, è una cosa che accade spesso. In questa occasione si è alzato una prima volta il moderatore dell’incontro, e altre 2 volte persone le pubblico per portare il gelato e permettere di fare domande ed essere sentiti da tutta la sala.
5) Rumori: dettagli importanti, che fanno la differenza. Si è in una conferenza per ascoltare e capire. Una porta che sbatte diverse volte e le signore della segreteria della sala che parlano a voce alta deconcetrano e disturbano diminuendo la possibilità di comprensione ed interazione.
6) Presentazioni Power Point: anche se ben fatte e molto interessanti, un peccato che le presentazioni dei relatori non siano state prima provate. Qualche problema con i collegamenti dei computer e funzionamenti vari.
Sempre tenendo in considerazione l’ottimo valore delle informazioni di entrambi, c’è da considerare la differenza tra le presentazioni degli speaker italiani e stranieri. A mio parere molto più efficaci quelle straniere per vari fattori:
- powerpoint con immagini accantivanti e ben scelte, dinamiche e con alti e bassi di informazioni/intrattenimento per tenere alta l’attenzione dell’utente. Contro presentazioni molto testuali, con poche immagine, e con slide che stavano una vita sul monitor.
- discorsi concentrati, con un buon filo logico, focalizzati, coincisi e non molto lunghi (con un ottimo sviluppo di storytelling), contro presentazioni un po’ lunghe, alle volte con troppe parentesi aperte e con un minor grado di intrattenimento che causava perdita di attenzione del pubblico.
7) Identificabilità: peccato che il nick di twitter ed il sito/blog di ogni speaker non sia stato messo in evidenza sullo schermo ad inizio presentazione, nè inserito nel programma cartaceo (solo per il nick di twitter). O si era attenti nel segnarlo al volo o probabilmente il contatto era perso.
8) Illuminazione sala: la sala dei Notari è splendida, credo però che il suo punto forte sia il soffitto (come molte altre sale storiche). Un illuminazione laterale che partiva dal basso verso l’alto avrebbe portato lo sguardo sul soffitto, valorizzando l’ambiente ed arricchendo l’esperienza per ogni persona. Ma questo è più un problema di location.
9) Cavi. E’ una delle cose più semplici da fare ma che veramente pochi curano. Vedere i cavi dei microfoni in bella vista che scendono dal tavolo dei relatori è veramente brutto. Piccole accortezze.
Tutte cose migliorabili, ma l’idea c’è, e ottima!
In conclusione un grazie immenso a @_arianna , al Ijf10 e a @jacopocossater per aver fatto si che questo tutto ciò accadesse. Bravissimi.

Altri articoli sul festival QUI e QUI

Flash mob a Perugia, Monteluce

Questa domenica 25 Aprile sembra che ci sarà un Flash mob nella mia città Perugia, zona di Monteluce.

Vediamo un po’ quanto se ne parlerà… speriamo che il meteo aiuti gli organizzatori…

Facebook la pensa come me…

Ieri, nel mio articolo sul cambiamento del pulsante per diventare Fan di un pagina facebook a “mi piace”, avevo scritto questo:

“La considerazione da fare è che, con questo switch, gli appartenenti alle fan page aumenteranno, proprio per questa diversa percezione. Il click sul bottone “mi piace” sarà più semplice rispetto a quello sul tasto “fan”. Secondo me però anche un po’ ingannevole.”

Ecco la comunicazione di Facebook nelle pagine fan:

Che dire… ci ho preso. :-)